{"id":1282,"date":"2020-01-23T16:39:44","date_gmt":"2020-01-23T16:39:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osteopataghinatti.com\/it\/?p=1282"},"modified":"2020-01-23T18:25:23","modified_gmt":"2020-01-23T18:25:23","slug":"protrusione-e-ernia-discale-cosa-sono","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.osteopataghinatti.com\/it\/uncategorized\/protrusione-e-ernia-discale-cosa-sono\/","title":{"rendered":"Protrusione e ernia discale: cosa sono?"},"content":{"rendered":"<p>Molto spesso, quando un paziente si presenta in studio lamentando mal di schiena, associato a un quadro di <strong>degenerazione<\/strong>, <strong>protrusione\/bulging<\/strong> , <strong>ernia<\/strong> o <strong>sequestro discale<\/strong>, di fronte a questa diagnosi leggo nei suoi occhi uno sguardo tra l&#8217;interrogativo e il preoccupato. Le patologie discali, sono un problema frequente e comune nella popolazione, e seppur siano molto dolorose, e da non sottovalutare, non devono creare angoscia nella persona che ne soffre, dal momento che esistono svariati strumenti per ridurre o, in alcuni casi, addirittura risolvere completamente il problema.<\/p>\n<p>Ma procediamo con ordine.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>IL DISCO INTERVERTEBRALE<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Il disco intervertebrale \u00e8 una struttura fibrocartilaginosa (vale a dire, tessuto connettivo di cartilagine) flessibile e di forma discale, interposto tra le varie vertebre, con lo scopo di ammortizzare le pressioni a cui la nostra schiena viene costantemente sottoposta (a partire dal nostro stesso peso, quando ci alziamo in piedi o quando ci mettiamo seduti, a finire con le pi\u00f9 pesanti, se solleviamo oggetti o persone).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.osteopataghinatti.com\/it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/disco-intervertebrale.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1283 alignleft\" src=\"http:\/\/www.osteopataghinatti.com\/it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/disco-intervertebrale-300x141.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"141\" srcset=\"http:\/\/www.osteopataghinatti.com\/it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/disco-intervertebrale-300x141.jpg 300w, http:\/\/www.osteopataghinatti.com\/it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/disco-intervertebrale.jpg 327w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il disco intervertebrale, si compone di due parti:<\/p>\n<ul>\n<li>Il <span style=\"color: #000080;\"><strong>NUCLEO POLPOSO<\/strong><\/span> = E&#8217; la parte centrale del disco, ed \u00e8 di consistenza gelatinosa, con un elevato grado di flessibilit\u00e0, data la sua composizione di collagene e mucopolisaccaridi, elementi capaci di trattenere fino all&#8217;80% di acqua. Questa parte del disco, \u00e8 la responsabile dell&#8217;ammortizzare e sostenere la vera pressione esercitata dai segmenti vertebrali sopragiacenti, e di distribuire il peso in modo uniforme all&#8217;intera superficie intervertebrale.<\/li>\n<li>l&#8217;<span style=\"color: #000080;\"><strong>ANULUS<\/strong> <strong><em>(anello) <\/em>FIBROSO<\/strong><\/span> = Formato da fibre di collagene e proteoglicani (molto pi\u00f9 resistenti e nettamente meno elastici rispetto alla composizione appena vista), \u00e8 l&#8217;anello che circonda e abbraccia il nucleo polposo, per garantire che quest&#8217;ultimo, nonostante le continue sollecitazioni, rimanga esattamente in sede ed ottenga un &#8220;sostegno&#8221; aggiuntivo, per sopportare le costanti pressioni.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Poich\u00e9 il disco intervertebrale nasce allo scopo preciso di venire continuamente &#8220;stuzzicato&#8221;, schiacciato e compresso dalle nostre azioni e movimenti, tale struttura \u00e8 totalmente sprovvista di fibre nervose. Questo fa s\u00ec che al momento dello schiacciamento, qualora non vi siano quadri disfunzionali come vedremo pi\u00f9 avanti, la persona non avverta alcun dolore, n\u00e9 disturbo. Parimenti, \u00e8 totalmente sprovvisto di una vascolarizzazione propria (riceve nutrimento attraverso i vasi sanguigni delle vertebre), e questo causa una difficolt\u00e0 di rigenerazione in caso di danni alla sua struttura. Man mano che il disco viene spremuto, l&#8217;acqua contenuta nel nucleo polposo si riduce significativamente, e ha modo di esser nuovamente assorbita solo in totale assenza di ulteriori sollecitazioni, cio\u00e8 la notte, quando riposiamo, in posizione prona, supina o, ancor meglio, su un fianco, in posizione fetale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0Il disco intervertebrale, dunque, si pu\u00f2 consumare e degenerare?<\/p>\n<p>Come ogni cosa, il corpo umano \u00e8 una macchina eccellente, ma non perfetta, e presenta anch&#8217;essa dei limiti. Ogni qualvolta che il peso supera la capacit\u00e0 di resistenza della struttura appena descritta (obesit\u00e0, lavori pesanti, sforzi continui ed eccessivi, ecc), o ci si abitua ad una cattiva postura, che provoca una posizione delle vertebre <strong>NON<\/strong> adatta a consentire una distribuzione del peso in modo uniforme sulla superficie (ipercifosi, iperlordosi, nutazione del bacino, scoliosi, cattivo appoggio plantare, ecc), o la muscolatura periferica non \u00e8 abbastanza forte da stabilizzare e guidare i nostri movimenti (ipotonia muscolare data da vita sedentaria), o, infine, eventi traumatici (incidenti, colpi bruschi, cadute, ecc), ecco che, per tutti questi casi, l&#8217;anello fibroso &#8220;cede&#8221;. Il nucleo polposo perde il suo muro di barriera protettiva, e fuoriesce dalla sua sede, andando a toccare strutture nervose periferiche (quali il legamento longitudinale posteriore e i nervi periferici del midollo spinale), provocando cos\u00ec infiammazione e risposta dolorosa sensitiva, a cui segue, inevitabilmente una postura antialgica erronea, vale a dire uno scorretto modo di muoversi, compensativo, per cercare di sentire meno dolore, ed un conseguente spasmo\/contrattura muscolare.<\/p>\n<p>Tale situazione, prende il nome di &#8220;<strong>discopatia<\/strong>&#8221; (sofferenza discale), e, a seconda di come si \u00e8 deformato il disco, pu\u00f2 essere di vari tipi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">QUALI SONO LE PRINCIPALI DISCOPATIE<\/span><\/strong>.<\/p>\n<ol>\n<li>La <strong>DEGENERAZIONE DISCALE<\/strong>.\u00a0 Se avete ricevuto questa diagnosi, significa che il vostro anello fibroso si sta poco a poco usurando, e dal momento che riceve nutrimento indiretto (attraverso i vasi sanguigni delle vertebre) , la sua capacit\u00e0 rigenerativa, in caso di danno, risulta limitata. Spesso, in caso di degenerazione discale, non si avvertono sintomi, e una vasta gamma di persone ne \u00e8 affetta. La degenerazione discale \u00e8 un quadro che generalmente affligge un&#8217;et\u00e0 compresa tra i 30 e i 50 anni. Evitare la degenerazione discale, \u00e8 utopistico tanto quanto evitare l&#8217;invecchiamento cellulare del nostro corpo, dal momento che \u00e8 un processo naturale del continuo utilizzo e sovraccarico delle strutture. Quello che, per\u00f2, \u00e8 sicuramente possibile, \u00e8 limitare e contenere il processo degenerativo attraverso buone abitudini: sana e ordinaria attivit\u00e0 sportiva, evitando carichi eccessivi, incluso la pesistica, e cercando di mantenere in asse il nostro baricentro e asse longitudinale, attraverso controlli preventivi osteopatici, posturali e fisioterapici.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.osteopataghinatti.com\/it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/discopatie-e-osteofiti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1285 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.osteopataghinatti.com\/it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/discopatie-e-osteofiti.jpg\" alt=\"\" width=\"230\" height=\"192\" \/><\/a><\/li>\n<li>La <strong>PROTRUSIONE DISCALE\/Il BULGING DISCALE<\/strong>. Quando si parla di protrusione o bulging discale, <strong>NON<\/strong> si sta ancora parlando di <em>ernia discale<\/em>, e le due cose non vanno confuse. Dal momento in cui inizia la degenerazione discale, l&#8217;anello fibroso avanza verso un processo di usura sempre pi\u00f9 evidente: la protrusione \u00e8 il passo antecedente alla rottura dell&#8217;anello, che sar\u00e0 l&#8217;ernia vera e propria. In questo caso, l&#8217;anello fibroso inizia a presentare lievi fessure\/tagli lungo la sua struttura, nelle quali comincia a infiltrarsi la parte morbida del nucleo polposo. Inizia, dunque, un processo d&#8217;infiammazione locale reattiva, come meccanismo da parte del nostro corpo di avvisarci del fatto che c&#8217;\u00e8 qualcosa che non va. In questa situazione, la persona pu\u00f2 avvertire un dolore sordo (generalizzato) nella zona lombare, soprattutto a seguito di sollevamenti di carichi, o di semplici flessioni in cui sbilanciamo il nostro peso (dare la scopa, lavare i pavimenti, stare seduti a lungo coi glutei pi\u00f9 avanti rispetto alla nostra colonna vertebrale, ecc). In questa situazione, \u00e8 bene fare accertamenti, per evitare di sottovalutare l&#8217;entit\u00e0 del problema, e verificare se si tratta di uno stadio esistente di effettiva protrusione, e correre dunque ai rimedi, correggendo le cattive abitudini della nostra quotidianit\u00e0, incluso la postura. Se si agisce celermente, i tempi di recupero possono essere relativamente brevi e ci concedono di tornare alla vita di tutti i giorni, osservando sempre le buone regole appena apprese, e una visita periodica dal professionista di riferimento.<\/li>\n<li>L&#8217;<strong>ERNIA DISCALE<\/strong>. Quando l&#8217;anello fibroso si rompe completamente, il nucleo polposo non ha pi\u00f9 alcuna protezione, e, durante una qualunque pressione, viene spinto e riversato nel canale spinale (dove si trovano il legamento longitudinale posteriore e, soprattutto, il midollo spinale), le cui strutture sono altamente sensibili, ed il minimo contatto o alterazione ne causa immediata risposta dolorosa e infiammatoria. E&#8217; certamente il quadro pi\u00f9 doloroso tra quelli finora visti, nonch\u00e9 quello che presenta tempi pi\u00f9 lunghi di riduzione del disturbo e remissione dei sintomi. In questo stadio, la persona avverte la sensazione di uno spillo alla base della schiena, con impossibilit\u00e0 ad effettuare torsioni del tronco (durante le quali aumenta l&#8217;effetto &#8220;spremitura&#8221; del disco), a flettere il busto in avanti (perch\u00e9, in tal modo, spinge ulteriormente il disco all&#8217;indietro, verso il midollo spinale), e a stare in posizione eretta (perch\u00e9, in tal caso, eserciterebbe ulteriore pressione sulla porzione posteriore del disco intervertebrale, ormai lesionata, fuori sede, infiammata e in contatto con le strutture nervose periferiche). In questo caso, bisogna rivolgersi immediatamente al nostro medico per eseguire una visita accurata dallo specialista indicato. I trattamenti, per la riduzione dell&#8217;ernia discale, sono vari e, oggigiorno, sempre pi\u00f9 all&#8217;avanguardia. Il lavoro di squadra dell&#8217;ortopedico, fisioterapista, osteopata e rieducatore posturale possono certamente portare a risultati pi\u00f9 che soddisfacenti.<\/li>\n<li>Il <strong>SEQUESTRO DISCALE<\/strong>. Questo \u00e8, certamente, il quadro peggiore in assoluto. In questo stadio, il nucleo polposo non si \u00e8 solo spostato nel canale spinale, ma si \u00e8 spezzato in due parti, una delle quali \u00e8 rimasta intrappolata e vagante in questo piccolo spazio, a stretto contatto coi nervi. Il dolore, in questo caso, \u00e8 assolutamente invalidante, acuto e persistente, e causa netta limitazione dei movimenti anche pi\u00f9 semplici. Per questa condizione, l&#8217;unica valutazione \u00e8 affidata al medico chirurgo ortopedico, capace di valutare la cosa migliore. <a href=\"http:\/\/www.osteopataghinatti.com\/it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/dettaglio-discopatie.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1286 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.osteopataghinatti.com\/it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/dettaglio-discopatie-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.osteopataghinatti.com\/it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/dettaglio-discopatie-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.osteopataghinatti.com\/it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/dettaglio-discopatie-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.osteopataghinatti.com\/it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/dettaglio-discopatie.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>5. L&#8217;<strong>ASSOTTIGLIAMENTO DISCALE<\/strong> \u00e8 una condizione secondaria a tutte quelle viste finora. Una volta che il nucleo polposo viene completamente disidratato e svuotato, il disco intervertebrale perde la sua capacit\u00e0 di ammortizzazione, e si assottiglia sempre pi\u00f9, mettendo in contatto le due vertebre tra loro, provocando in tal modo una degenerazione delle strutture cartilaginee che le rivestono, e causando, come reazione protettiva da parte del corpo, quella di deporre ulteriori strati di calcio a difendere la zona, provocando in questo modo <em>esostosi<\/em>, vale a dire crescite ossee in punti in cui non dovrebbero esserci, e, nel caso specifico, <em>osteofiti artrosici<\/em>, cio\u00e8 picchi, becchi di osso (calcio), a causa della continua frizione tra le due vertebre. In caso di artrosi, il dolore lombare \u00e8 acuto e sordo, tende a interessare l&#8217;intera zona sopragiacente il bacino, con impotenza funzionale nei movimenti di flessione, e riacutizzazione del dolore quanto pi\u00f9 si sta in piedi, si cammina, o si sollecita il tratto lombare della colonna. L&#8217;artrosi \u00e8 una condizione a parte da quelle che in questo articolo sto trattando, i cui rimedi rimangono in mano a figure professionali di tipo riabilitativo, quali, ad esempio, il fisioterapista. Su un quadro artrosico, la manipolazione osteopatica rumorosa (la tecnica <em>Thrust<\/em>) \u00e8 fortemente sconsigliata, quindi l&#8217;osteopata, una volta definito un piano di terapia, pu\u00f2 coadiuvare il recupero delle funzioni, attraverso tecniche dolci, come il craneosacrale ed il fasciale (per maggiori approfondimenti, rimando ai miei precedenti articoli sull&#8217;Osteopatia).<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Per ognuna di queste discopatie, \u00e8 possibile soffrire la comparsa di una sciatalgia, oltre che alla lombalgia?<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Come illustrato finora, una volta che la discopatia interessa il nervo periferico\/il midollo spinale, innesca un processo infiammatorio doloroso sensitivo e di rigidit\u00e0 funzionale. Il nervo periferico corrispondente ai punti in cui pi\u00f9 frequentemente si produce una discopatia, vale a dire il tratto lombare, \u00e8 il nervo sciatico. Ecco dunque, come, <strong><span style=\"color: #000000;\">spesso<\/span><\/strong>, <strong>la causa<\/strong> di disturbi quali parestesia ad uno o entrambi gli arti inferiori, pesantezza, sensazione di aghi, scosse elettriche, rigidit\u00e0, contratture e spasmi della muscolatura glutea e delle cosce, <strong>risiede<\/strong> <strong>precisamente nel quadro degenerativo descritto in questo articolo<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molto spesso, quando un paziente si presenta in studio lamentando mal di schiena, associato a un quadro di degenerazione, protrusione\/bulging , ernia o sequestro discale, di fronte a questa diagnosi leggo nei suoi occhi uno sguardo tra l&#8217;interrogativo e il preoccupato. 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